
Notizie meteo e non... - 29 maggio 2008, 18.23
Napoli oscilla tra i 30° di massima nella mattinata ai 26° sempre di massima nel pomeriggio, meno male che era una giornata considerata nuvolosa tendente alla pioggia, cosa che è successa, ma non è riuscita ad abbassare le torride temperature. 
La pigrizia mi ha assalito. Sarà per l’afa che mi fa abbassare la pressione e mi fa sentire tanto stanca…o è la vera e propria pigrizia che cerca delle scuse…intanto però la voglia di lavorare non c’è, di compilare carte neppure cosa mi rimane ?? un ponte vuoto di “riposo” anche se non potrei per nulla permettermelo!!   
Per oggi è andata così… cercherò di recuperare sicuramente prossimamente e se non potrò non è un problema, giusto?!? 
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Giornata splendida - 25 maggio 2008, 20.59
Che peccato che maggio sia già finito e non poter usufruire ancora delle agevolazioni nei musei...
In queste domeniche ho visitato il monastero di Santa Chiara e Napoli sotteranea.
Penso che l foto che metterò saranno meglio di tremila parole.
Non aspetterete tanto...tranquilli il tempo di caricarle e le avrete!!
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Attenzione ....oggi sono... - 21 maggio 2008, 12.31

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Scuse - 20 maggio 2008, 10.06
Mi rendo conto che non scrivo da una settimana e vorrei scusarmi con tutti voi!
In questi giorni, giusto per aggiornarvi brevemente, si è complicata ancora un pochino in più..
Ho cominciato a fare Tirocinio nelle scuole e indovinate dove vado!?!
Ottaviano
Ebbene si, nulla da ridire sulla magnifica cittadina, anzi la trovo davvero deliziosa..
ma aimè troppo lontana e quindi perdo interi pomeriggi. spero che mi scuserete se non riuscito in questo periodo a stare molto tempo con voi.
nella speranza di rivedervi presto vi mando un dolcissimo bacio.
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รจ arrivata l'ora di andare... - 14 maggio 2008, 01.20

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riflettendo - 13 maggio 2008, 23.55
Stavo leggendo :
I blog diaristici rappresentano degli spazi tecno-relazionali di comuniczione e condivisione autentica del sé.
Mi domandavo: ma nel mio blog c'è comunicazione della mia "personalità"? 
Spero di essere comunicativa...voi venitemi in contro per la condivisione!!! 
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La vostra corrispondente dall'estero e ... - 12 maggio 2008, 18.23
Naturalmente come mio solito fare, vi terrò aggiornati sugli ultimi aggiornamenti dall'estero e non solo.
Quando c'è bisogno chiamatemi, sono pronta a rtaccontarvi tutto!!
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help me - 12 maggio 2008, 16.44
Sono tanto arrabbiata.
Per esordire non è una bella frase, capisco che non possa andare sempre tutto bene.
Ma certe volte ci sono avvenimenti che si accanisco… non sono la sola, ne sono certa!
Ma quando si deve interagire con altre persone poco, e qui mi fermo..
è sempre difficile avere un rapporto ragionevole, ma è possibile che c’è ancora il clientelismo??
Solo perché conosco quella persona posso scavalcare le altre??, potrei anche capirlo ma quando vogliono far passare tre persone al posto tuo…non capisci più nulla!!
Ora che faccio resisto in ciò che mi spetta con la mia faccia tosta ma subisco o cerco da un’altra parte,certamente non favorevole ma sicuramente più tranquilla??
Vi prego mie assidue lettrici datemi un suggerimento!!!
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Da Repubblica - 12 maggio 2008, 17.20
ESTERI
Magnitudo 7,8 della scala Richter, ha colpito il Sud del Paese
Crollate scuole, ospedali, fabbriche. Centinaia le persone sotto le macerie
Scossa di terremoto in Cina
almeno 7mila morti, 10mila feriti
I palazzi hanno tremato anche a Shangai, Taiwan e Bangkok
Regge la Diga delle Tre Gole. Farnesina: Gli italiani stanno bene
PECHINO - Una forte scossa di terremoto di magnitudo 7,8 gradi della scala Richter, secondo la stima dell'Istituto geosismico americano, ha colpito il Sichuan, nel sud-ovest della Cina. Il governo di Pechino ha fornito un bilancio di 7.650 morti nella sola provincia di Sichuan, epicentro del sisma. Almeno 10mila feriti nel distretto di Beichuan dove l'80 per cento degli edifici sono stati distrutti, tra cui l'ospedale di Dujiangyan, secondo l'agenzia ufficiale Xinhua.
Si teme che il bilancio delle vittime possa ancora aumentare man mano che giungono le notizie dai centri che si trovano tra la città di Dujiangyan e la località dove è stato localizzato l'epicentro del terremoto, Wenchuan. Intanto tra mille difficoltà, mentre nell'area è notte, proseguono i lavori per salvare gli oltre 900 studenti rimasti sepolti sotto le macerie di una scuola di Dujiangyan, ma per cinquanta di loro non c'è più niente da fare. La tv di Stato ha detto che sono almeno cinque le scuole crollate seppellendo sotto le macerie un numero imprecisato di studenti delle elementari e delle medie.
Centinaia di persone sono sepolte sotto le macerie e seimila residenti a Shifang sono stati evacuati per il crollo di due impianti chimici che hanno provocato anche una dispersione di 80 tonnellate di ammoniaca. Interi isolati sono stati abbattuti, le linee telefoniche nella regione colpita sono interrotte. Il primo ministro cinese, Wen Jiabao, ha affermato che si tratta di "un disastro", e ha invitato i leader locali a essere "in prima fila" negli aiuti alle popolazioni colpite.
Il sisma è stato seguito da almeno cinque scosse di assestamento ed è stato lanciato un preallarme per un nuovo movimento tellurico che potrebbe colpire Pechino oggi, di intensità compresa fra i due e i sei gradi della scala Richter.
La scossa, alle 14.28 ora locale (le 8.28 in Italia), è stata tanto violenta da essere avvertita anche a Pechino, Shanghai, Taiwan, Hanoi, fino anche alla capitale thailandese Bangkok, dove i palazzi hanno continuato a tremare per diversi minuti. L'epicentro è stato localizzato a 92 chilometri a nord-ovest di Chengdu, capoluogo provinciale, a una profondità di 29 chilometri nel sottosuolo. La stessa zona fu devastata nel 1933 da un movimento tellurico che uccise novemila persone.
A Pechino la gente si è riversata per le strade nel panico, fuggendo dagli edifici che tremavano. Sembra invece intatta la colossale Diga delle Tre Gole, ancora in via di completamento, che sorge lungo il corso del Fiume Azzurro, nella non lontana provincia centrale dello Hubei: il peso della massa d'acqua contenuta nel gigantesco bacino del discusso impianto idrico, a detta degli esperti, è tale da accrescere il pericolo di forti attività sismiche nella regione.
Gli italiani nel Paese stanno bene, ha detto l'ambasciatore italiano in Cina Riccardo Sessa. Sono 26 i connazionali che risiedono nella regione colpita e sono tutti stati contattati personalmente. L'Astoi, l'Associazione che riunisce i maggiori tour operator italiani, sta contattando in queste ore i tour operator che effettuano viaggi in Cina, anche se la zona, pur essendo turistica, non è una meta particolarmente servita dalle agenzie italiane, spiega il presidente Roberto Corbella.
Scene di tensione si sono avute anche in Vietnam, ad Hanoi, e a Bangkok, 3.300 chilometri più a sud dell'epicentro: nella metropoli thailandese i grattacieli hanno tremato per ben sette minuti. Secondo l'Istituto geosismico americano si tratta della scossa più forte dopo quella di magnitudo 7,9 che colpì l'Indonesia nel settembre dello scorso anno.
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Dall'estero. Non ci posso credere!! - 09 maggio 2008, 19.35
Nella Birmania dell' Apocalisse
Parte tratta da Repubblica — 09 maggio 2008 pagina 45 sezione: R2
La giunta birmana tiene in ostaggio un popolo allo stremo, nel Paese distrutto dal ciclone Nargis, e si fa beffe del mondo intero. La nostra impotenza è avvilente, è uno spettacolo che non ha precedenti a memoria d' uomo: a una settimana dal disastro gli aiuti già disponibili sono ancora in gran parte bloccati dai militari alle frontiere. Il bilancio delle vittime sale a dismisura, potrebbero esserci centomila morti. È una strage di proporzioni enormi su una popolazione eguale a quella dell' Italia. Almeno un milione e mezzo sono i dispersi. Non era mai accaduto prima, di fronte a una calamità naturale che non ha un "colore" politico, dove non ci sono fazioni in armi né guerre civili in atto. L' Iran colpito dal terremoto nel 2003 non rifiutò gli aiuti umanitari americani, anzi esentò dal visto d' ingresso i soccorritori. Myanmar segna un nuovo record nella ferocia delle dittature: gran parte delle ong umanitarie hanno squadre bloccate perché il governo non rilascia loro i visti. Anche per gli aerei delle agenzie Onu con provviste alimentari, acqua potabile e medicinali, i permessi di atterraggio sono arrivati solo dopo una settimana di ritardo. Gli apparecchi Usa ancora ieri sera erano fermi in attesa di autorizzazione. Divieto di sorvolo anche agli elicotteri francesi e inglesi che potrebbero arrivare in poche ore da due flotte militari in vicinanza. Eppure gli elicotteri sono il mezzo salvavita, l' unica speranza di raggiungere i dispersi paracadutando provviste, in un paese con pochissime strade rese quasi tutte inagibili per l' inondazione. Si intuisce un atroce braccio di ferro dietro questa lentezza. La giunta vuole farsi consegnare gran parte dei generi di soccorso, per "gestire" la distribuzione con i metodi che le sono familiari, cioè la rapina e l' estorsione. Molte ong cercano di non cedere all' orrendo ricatto. Sanno che alimenti e medicinali sparirebbero nelle caserme o finirebbero sul mercato nero a prezzi esorbitanti per arricchire i militari. Alla tv di Stato e sui giornali ufficiali i notiziari dicono che «la situazione si normalizza» e mostrano il primo ministro, il generale Thein Sein, mentre distribuisce pacchi di alimenti ai feriti. Le testimonianze sul terreno raccontano una storia ben diversa. L' esercito è latitante nell' emergenza, la popolazione è abbandonata al suo destino. Ai militari preme andare avanti con il loro progetto politico - un referendum truffa per far passare la Costituzione che "legittimerà" il loro potere - e non vogliono testimoni scomodi nei giorni del voto. Bernard Kouchner, il ministro degli Esteri francese, ha fatto il passo giusto. Ha chiesto che il Consiglio di Sicurezza ordini alle squadre di aiuto di entrare nel paese anche senza il permesso del governo locale, in nome della «responsabilità di proteggere». E' un principio sancito dall' Onu nel 2005 per difendere le popolazioni vittime di genocidi, pulizie etniche e crimini di guerra. La Cina e l' Indonesia hanno bloccato la proposta francese al Consiglio di Sicurezza. Pechino, da sempre il maggiore protettore della giunta birmana, ha invitato a «non politicizzare il problema». E' essenziale che la posizione francese diventi quella dell' Unione europea e sia sostenuta con forza presso tutte le parti in causa. I governi che continuano ad assolvere la giunta si rendono complici di questo crimine. Dovranno essere considerati corresponsabili della seconda tragedia che si sta abbattendo sui birmani dopo Nargis: la deliberata omissione di soccorso. - FEDERICO RAMPINI
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Scusate se uso il mezzo pubblico per una dichiarazione privata: - 09 maggio 2008, 17.16
Questa strofa la dedico al mio amore:
Solo per te
(Negramaro, Mentre tutto scorre, 2005)
Solo per te
convinco le stelle
a disegnare nel cielo infinito
qualcosa che somiglia a te
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Non si finisce mai... - 08 maggio 2008, 20.17
Birmania, tomba d' acqua per 100 mila
Parte tratta da Repubblica — 08 maggio 2008 pagina 17 sezione: POLITICA ESTERA
BANGKOK - Un medico ha detto che molti sopravvissuti soffrono di diarrea e altre malattie intestinali. In qualche area possono nutrirsi e dissetarsi solo con le noci di cocco, ma «per centinaia di migliaia di loro non c' è nessun aiuto, non servono a niente nemmeno le pastiglie per purificare l' acqua diventata salata», ha dichiarato Andrew Kirkwood di Save the children, una delle poche organizzazioni autorizzate ad operare nel paese. Intanto, al Palazzo di Vetro, il Consiglio di sicurezza dell' Onu si divide: la Francia aveva chiesto di convocare un immediato dibattito sull' emergenza in Birmania ma la proposta è stata rifiutata da «alcuni stati membri». Da Bruxelles, invece, il presidente del parlamento europeo, Poettering, ha chiesto alla giunta birmana di rinviare il referendum sulla nuova Costituzione previsto per sabato. Il regime aveva fatto slittare la data per le sole zone colpite dal disastro. - RAIMONDO BULTRINI
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Dall'estero: dopo pochi giorni... - 07 maggio 2008, 18.13
Birmania in ginocchio i morti sono più di 20mila
Da Repubblica — 07 maggio 2008 pagina 16 sezione: POLITICA ESTERA
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Dall'estero ancora - 06 maggio 2008, 18.55
Ecatombe in Birmania, diecimila morti
Parte tratta da Repubblica — 06 maggio 2008 pagina 6 sezione: POLITICA ESTERA
BANGKOK - È una tragedia senza precedenti nella storia della Birmania. Dopo che il governo aveva riferito domenica una stima di 350 morti, ieri il ministro degli Esteri della giunta militare ha dovuto ammettere in un incontro a porte chiuse con i diplomatici stranieri che le vittime del ciclone Nargis sono almeno diecimila. Ma anche questo sembra purtroppo un calcolo per difetto. Fonti attendibili hanno riferito che questa è la cifra riferibile a due soli grandi villaggi, letteralmente spazzati via dal ciclone, sulle rive del grande delta del fiume Irrawaddy, vicino alla città di Thyapon. È alla foce del fiume che la furia dei venti ha avuto l' impatto più catastrofico, perché l' acqua si è sollevata aumentando a dismisura il potere devastante dell' uragano, lasciando senza scampo piccoli e grandi agglomerati di case circondate da immense risaie che costituivano la più grande riserva alimentare del paese. A Kyaiklat e Laputta tre quarti degli edifici sono inagibili e gli abitanti senza un riparo, cosi come altre centinaia di migliaia di uomini, donne e bambini che vivono all' addiaccio e senza acqua potabile e cibo in città e villaggi. Nella ex capitale vicinissima al delta i danni sono spaventosi: la metropoli di 5 milioni di abitanti è senza elettricità, ma soprattutto senza acqua potabile; e il cibo scarseggia. Scene di panico, razzie nei negozi e assalti ai pochi mercati aperti sono stati segnalati in diversi quartieri dove enormi alberi di banyan sono crollati invadendo le strade e distruggendo auto e abitazioni. Secondo i gruppi umanitari mancano acqua potabile, coperte, cibo, e ovunque si segnalano problemi gravi di sicurezza e di igiene.
RAIMONDO BULTRINI
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Notizie dall'estero - 05 maggio 2008, 17.51
Birmania sconvolta dal ciclone Nargis almeno 350 morti, distrutte due città
Parte tratta da Repubblica — 05 maggio 2008 pagina 17 sezione: POLITICA ESTERA
BANGKOK - Il vento ha soffiato tra i 180 e i 240 chilometri l' ora tra venerdì notte e sabato pomeriggio lasciandosi dietro devastazione e lutti, dalle fertili risaie del basso Irrawaddy ai villaggi in guerra delle etnie di minoranza Karen fino alle baraccopoli della metropoli Rangoon. Ora la Birmania è di nuovo in ginocchio, stavolta per colpa del ciclone Nargis proveniente dal Golfo del Bengala catalogato di categoria 3 come il famigerato Katrina negli Stati Uniti. Si è incanalato attraverso il delta del fiume Irrawaddy e ha spazzato come fuscelli povere case di legno e bambù, vegetazione e imbarcazioni sulle isole della foce, una delle quali è rimasta quasi completamente senza abitazioni, con centinaia di morti. La ex capitale Rangoon è stata tra le più colpite. La furia degli elementi ha portato via le baracche della periferia, sradicato alberi, divelto pali dell' elettricità, dei telefoni, scoperchiato tetti. «Prepariamoci ad affrontare una spaventosa crisi umanitaria» ha detto un funzionario delle Nazioni Unite al telefono satellitare, unico mezzo di comunicazione con il mondo esterno. La cifra ufficiale delle vittime è di 351, di cui 223 nella sola divisione di Ayeyawaddy con centomila senzatetto e 109 nella piccola isola di Haing Gyi, la più colpita secondo le fonti ufficiali. Due città sarebbero state completamente rase al suolo. Morti anche a Rangon, 19 vittime sempre sulla base delle notizie riferite da radio e tv e ascoltate da quei pochi che hanno potuto ricevere i programmi via satellite, dopo che i trasmettitori sono stati totalmente danneggiati dal ciclone. Ma nessuno crede del tutto alle informazioni fornite dalle autorità militari del paese attraverso i canali radiotelevisivi come MRTV e Yangon city radio controllati dalla giunta, che si apprestava a tenere il contestato referendum per la nuova Costituzione, con molta probabilità destinato a saltare. Il sole è tornato a brillare subito dopo la furia del ciclone, illuminando gli effetti di un disastro probabilmente senza precedenti e dai costi «incalcolabili». Difficile avere informazioni dalle isole del delta prive di ogni mezzo di comunicazione come i villaggi nelle foreste e nelle risaie che costituiscono la riserva alimentare del paese. È qui che si teme il maggior numero di vittime e di danni. RAIMONDO BULTRINI
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Lunghe feste - 05 maggio 2008, 16.08
Dopo il lungo ponte tornare a scuola è stato faticosissimo. Svegliarsi all’ora giusta è stato un problema…
Anche queste feste sono passate!!!
Ora non ci aspetta altro che lavorare per l’ultimo estenuante mese.
So che molti di voi non possono capirmi, ma io confido nelle mie colleghe che sanno quel che dico e provo.
Dei forti baci a tutti, nel prossimo post vi scriverò del mio magnifico ponte di maggio.
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Perdonatemi, ma mi sembra doveroso - 05 maggio 2008, 19.45
Il 5 maggio è il 125° giorno del Calendario Gregoriano (il 126° negli anni bisestili). Mancano 240 giorni alla fine dell'anno.
Il cinque maggio è un'ode scritta da Alessandro Manzoni nel 1821, in occasione della morte di Napoleone Bonaparte in esilio sull'isola di Sant'Elena.
Nell'opera, scritta di getto in tre giorni dopo aver appreso dalla «Gazzetta di Milano» del 16 luglio 1821 le circostanze della morte di Napoleone, lo scrittore mette in risalto le battaglie e le imprese dell'ex imperatore nonché la fragilità umana e la misericordia di Dio.
Quando Napoleone morì (5 maggio 1821) la notizia in Europa si divulgò solo dopo qualche mese e si seppe anche che durante l'esilio Napoleone aveva ricevuto i sacramenti cristiani. Manzoni fu molto colpito da questo particolare e nella suo cantico non vede Napoleone come il "grande stratega", il "genio della guerra" ma vede tutta la cosa sotto l'aspetto spirituale, Manzoni immagina come doveva soffrire Napoleone rinchiuso su un'isoletta dispersa e immagina anche come la Fede e Dio abbiano avuto compassione nei confronti di Napoleone.
Ecco a voi l’ode, di diciotto strofe di sei settenari ciascuna:
Il Cinque Maggio
Ei fu. Siccome immobile,
dato il mortal sospiro,
stette la spoglia immemore
orba di tanto spiro,
così percossa, attonita 5
la terra al nunzio sta,
muta pensando all'ultima
ora dell'uom fatale;
né sa quando una simile
orma di pie' mortale 10
la sua cruenta polvere
a calpestar verrà.
Lui folgorante in solio
vide il mio genio e tacque;
quando, con vece assidua, 15
cadde, risorse e giacque,
di mille voci al sònito
mista la sua non ha:
vergin di servo encomio
e di codardo oltraggio, 20
sorge or commosso al sùbito
sparir di tanto raggio;
e scioglie all'urna un cantico
che forse non morrà.
Dall'Alpi alle Piramidi, 25
dal Manzanarre al Reno,
di quel securo il fulmine
tenea dietro al baleno;
scoppiò da Scilla al Tanai,
dall'uno all'altro mar. 30
Fu vera gloria? Ai posteri
l'ardua sentenza: nui
chiniam la fronte al Massimo
Fattor, che volle in lui
del creator suo spirito 35
più vasta orma stampar.
La procellosa e trepida
gioia d'un gran disegno,
l'ansia d'un cor che indocile
serve, pensando al regno; 40
e il giunge, e tiene un premio
ch'era follia sperar;
tutto ei provò: la gloria
maggior dopo il periglio,
la fuga e la vittoria, 45
la reggia e il tristo esiglio;
due volte nella polvere,
due volte sull'altar.
Ei si nomò: due secoli,
l'un contro l'altro armato, 50
sommessi a lui si volsero,
come aspettando il fato;
ei fe' silenzio, ed arbitro
s'assise in mezzo a lor.
E sparve, e i dì nell'ozio 55
chiuse in sì breve sponda,
segno d'immensa invidia
e di pietà profonda,
d'inestinguibil odio
e d'indomato amor. 60
Come sul capo al naufrago
l'onda s'avvolve e pesa,
l'onda su cui del misero,
alta pur dianzi e tesa,
scorrea la vista a scernere 65
prode remote invan;
tal su quell'alma il cumulo
delle memorie scese.
Oh quante volte ai posteri
narrar se stesso imprese 70
e sull'eterne pagine
cadde la stanca man!
Oh quante volte, al tacito
morir d'un giorno inerte,
chinati i rai fulminei, 75
le braccia al sen conserte,
stette, e dei dì che furono
l'assalse il sovvenir!
E ripensò le mobili
tende, e i percossi valli, 80
e il lampo de' manipoli,
e l'onda dei cavalli,
e il concitato imperio
e il celere ubbidir.
Ahi! forse a tanto strazio 85
cadde lo spirto anelo,
e disperò; ma valida
venne una man dal cielo,
e in più spirabil aere
pietosa il trasportò; 90
e l'avviò, pei floridi
sentier della speranza,
ai campi eterni, al premio
che i desideri avanza,
dov'è silenzio e tenebre 95
la gloria che passò.
Bella Immortal! benefica
Fede ai trionfi avvezza!
Scrivi ancor questo, allegrati;
ché più superba altezza 100
al disonor del Gòlgota
giammai non si chinò.
Tu dalle stanche ceneri
sperdi ogni ria parola:
il Dio che atterra e suscita, 105
che affanna e che consola,
sulla deserta coltrice
accanto a lui posò.
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